un “Quantitative Easing” per la gente

Abbiamo letto il mese scorso le dichiarazioni del  capo economista della BCE, Prat, che descriveva come praticabili eventuali  politiche monetarie riconducibili all’idea di ‘Qe for people’:  ossia una creazione di moneta da parte della  banca centrale che invece di andare nelle casse delle grandi banche europee vada nelle tasche dei cittadini europei o quantomeno sia accreditata ai vari ministeri del tesoro per politiche sociali e di investimento.

Ancora prima, il 18 marzo,  il Presidente  della BCE, Mario Draghi, aveva in parte anticipato il suo capo economista, spiegando in un’intervista che:

Ma, in linea di principio, la BCE potrebbe stampare moneta e distribuirla alla gente?

Sì, tutte le banche centrali  possono farlo. Puoi creare moneta e distribuirla alla gente. Questa è la moneta dall’elicottero (helicopter money). La moneta dall’elicottero dà alle persone una parte del valore netto attuale del futuro signoraggio, il profitto che deriva dalle future banconote. La domanda è, se e quando sia opportuno far ricorso a questo tipo di intervento,  un tipo d’intervento davvero estremo. 

Ancora, nella lettera di risposta ai quesiti dell’ottimo parlamentare europeo Fabio De Masi  – tedesco  del gruppo Sinistra Europea, di evidenti  origini italiane, firmatario della campagna Qe4 People, nonché relatore al convegno sull’argomento dello scorso febbraio, nel Parlamento di Bruxelles – Mario Draghi ribadisce:

Moneta dall’elicottero significa cose diverse a seconda di chi si pronuncia , ma tutti questi schemi sono pieni di complessità , dal punto di vista contabile, operativo e legale, in special modo riguardo la compatibilità con l’Articolo 23 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea.

 

Concludendo in modo ‘salomonico’:

 

Il Direttorio terrà sotto stretto controllo gli sviluppi nella prospettiva della stabilità dei prezzi e, se necessario, è disposto ed è nelle capacità di agire usando tutti gli strumenti a disposizione nel limite del proprio mandato al fine di mantenere un grado adeguato di responsabilità.

Poi le dichiarazioni del 7 aprile, quando lo stesso Prat  dichiara ufficialmente che non sono in cantiere politiche monetarie così rivoluzionarie, che questa del qe4people non è una opzione in cantiere; cosa ribadita dallo stesso Draghi qualche giorno dopo, quando ha dichiarato che l’idea di denari  dati direttamente ai cittadini “non è mai stata oggetto di discussione”.

Difficile  a questo punto capire: il ritornello è lo stesso da anni ormai, dal famoso ‘whatever it takes’ di Draghi, che calmò di colpo gli agitati ‘mercati’. Ed è fatto di due mantra, ripetuti all’infinito. Il primo è il seguente: il mandato della BCE è quello della stabilità dei prezzi . Il secondo, declinato in vari modi: la BCE farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per rispettare il suo mandato.

In realtà il messaggio è di fatto lo stesso; ciò che è diverso è il pubblico a cui essi sono rivolti: quando la BCE parla del suo mandato ammonisce  surrettiziamente i vertici politici dei governi nazionali a non andare oltre il loro recinto decisionale, ormai già molto ristretto, rispettando i vincoli dei celeberrimi compiti a casa, la politica dell’austerità, specie se si tratta dei paesi del sud europa. Quando invece afferma che farà ogni cosa per rispettare il mandato, il messaggio sembra essere rivolto al sistema bancario nella sua interezza, ai mercati insomma, ed è un messaggio di rassicurazione: le misure eccezionali, come il Qe, sono pensate per le banche, specie per quelle troppo grandi per fallire e rimarranno attive per tutto il tempo che sarà necessario. Whatever it takes, insomma.

Al contrario dovremmo pensare che la BCE navighi a vista, modellando gli interventi in base a ciò che le si prospetta sotto gli occhi, senza una chiara visione di ciò che va fatto e in che modo. Oppure, peggio, dobbiamo pensare che questa politica di interventi a senso unico, cioè a coprire i buchi di bilancio di un sistema bancario che non può e non vuole concedere credito, sia voluta per qualche ragione che non riusciamo a capire, vista la sua evidente inefficacia rispetto agli obiettivi dichiarati.

O forse è proprio così? Ci sono obiettivi diversi da quelli dichiarati? Sono obiettivi geo-politici, sociali, o cosa?

Sembra infatti paradossale questo non voler considerare in nessun modo l’opzione definita dagli stessi vertici della BCE come praticabile e consistente, quella appunto del qe for people, della moneta dall’elicottero; noi, insieme ormai a molti esperti economisti, diciamo anzi che sarebbe la mossa più semplice e logica, oltre che immediata, quella che traccerebbe più direttamente la strada verso l’obiettivo di mandato della BCE, ossia l’inflazione al 2%; l’accreditamento degli 80 miliardi mensili direttamente nei conti correnti dei cittadini europei,  corrispondenti a circa 115 € mensili per cittadino europeo, andrebbe infatti a rimpolpare le riserve bancarie così come sembra essere necessario per la salute delle banche stesse, e allo stesso tempo darebbe immediatamente ossigeno all’economia reale. Stessa cosa se il trasferimento fosse fatto via investimenti e spesa pubblica: questa a sua volta attiverebbe in automatico un moltiplicatore di spesa privata di un paio di volte più grande, come minimo, e tutto ciò che ne consegue.

La differenza, in definitiva,  sarebbe solo questa: le banche non avrebbero guadagni certi, in conto interessi, come ne hanno collezionati  finora attraverso le rendite certe dei titoli pubblici come quelli del debito dei paesi del sud europa.

Allora i dubbi sembrano crescere, invece che diminuire.

 

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